Design allo stato puro – »il
corrispettivo a quattro ruote di un elettrodomestico « secondo
la definizione del suo disegnatore: l’oggetto in esposizione è un
esemplare originale di Panda bianca, la numero 20422 per la precisione.
Una documentazione fotografica ne segue le tracce dal Brennero alla
Sicilia fino alla Sardegna dove poi è stata rinvenuta e da cui
ha intrapreso il cammino, sulle proprie ruote, fino alla Neue Sammlung
di Monaco …
La Panda, disegnata da Giugiaro per la Fiat a partire dal 1976, col suo
stile essenziale, senza fronzoli, le linee squadrate, le superfici piatte,
il prezzo imbattibile si può dire che abbia tenuto a battesimo
le vetture ecologiche dell’ultima generazione. Nel 1981, cioè subito
dopo il lancio sul mercato, viene premiata con il Compasso d’Oro,
il riconoscimento più ambito che la ADI (Associazione per il Disegno
Industriale) concede ai campioni del design.
A Giorgetto Giugiaro (* 1938), il maestro del design automobilistico
contemporaneo che l’ha creata, e al suo studio Italdesign fondato
nel 1968 si deve una vera e propria rivoluzione nell’estetica dell’auto,
e non soltanto in Italia. Nel 1999 questo merito gli ha valso il titolo
di »Designer di automobili del secolo«.
A partire dal 1980 quando le Fiat Panda furono viste per la prima volta
su strada la portata di questa rivoluzione apparve evidente: la riduzione
all’essenziale come risposta alle vetture sempre più grandi,
pesanti e, ovviamente, più care. Un peso piuma di appena 700 kg
soprannominata nella pubblicità »La grande utilitaria« – lanciata
inizialmente sul mercato solo nella versione a due porte con portellone
posteriore. Disponibile a richiesta il modello di lusso con tettuccio
apribile in tela. Ma di norma la Panda si distingueva per il suo stile
un po’ campagnolo, decisamente spartano, con le superfici dell’abitacolo
in tinta con la carrozzeria, le foderine lavabili, sedili tipo campeggio
sia davanti che dietro regolabili in 7 posizioni, le cinture di sicurezza
che spuntano direttamente dal bagagliaio. Senza parlare del posacenere
mobile in plastica, fissato sulla plancia che poteva essere agevolmente
passato dal guidatore al passeggero. Progettata inizialmente per un pubblico
a basso reddito, la Panda fa carriera fino a divenire una vettura di
culto. In 23 anni usciranno dalle catene di montaggio 4,5 milioni di
esemplari.
Alla stregua di alcuni oggetti di uso quotidiano anche la Panda è divenuta
una rarità quasi introvabile. Paolo Tumminelli, architetto, professore
di design, pubblicista e ricercatore, ha perciò lanciato l’appello
per salvare questa razza in via di estinzione. Una documentazione fotografica
accompagna la sua ricerca dell’esemplare originale di Panda bianca
dal Brennero alla Sicilia – un viaggio in Italia un po’ sui
generis: »L’obiettivo non sono le solite bellezze turistiche,
bensì la realtà quotidiana di luoghi anonimi, dove tutta
l’attenzione si concentra su una Panda bianca. Una vettura che
pare sempre la stessa ma che non è mai uguale. Un’ammaccatura
qua, un adesivo là, qui una utilitaria tenuta con cura, là un’altra
trattata malissimo. Senza interventi estetici, senza trucco, autentica.
Così si vive, così si guida, così si è veramente.
Oggi.« (Paolo Tumminelli)
Die Neue Sammlung – The International Design Museum Munich – mostra
la Fiat Panda in questa installazione non solo come oggetto del desiderio
(di design), ma anche come solido elemento della società con tutti
i suoi alti e bassi– una vera »Volks-Wagen« (automobile
popolare) in versione italiana. A seconda di come la si legge, l’esposizione
può trasformarsi in un resoconto di viaggi, un documento della
cultura automobilistica quotidiana, una dimostrazione di autentica qualità del
design.
L’esemplare in esposizione è stato rinvenuto in Sardegna,
dove Giugiaro stesso aveva disegnato i primi schizzi per la Panda nel
lontano 1976. Si tratta di una Panda 45, esemplare numero 20422, assemblato
nel 1980 durante il primo mese di produzione.
Nonostante l’esposizione al sole e all’aria di mare in tutti
questi anni, la vettura, in forma per la guida come non mai, ha compiuto
con le proprie forze il tragitto da Olbia a Monaco proprio per questa
esposizione. La verniciatura è ancora quella originale in »Bianco
Corfú« e così tutti gli accessori – compresa
la radio d’epoca, una Voxson modello »Tanga« – Un
esemplare dunque quasi intatto, quello esposto a Monaco – un documento
del suo tempo.
Una mostra della Neue Sammlung – The International Design Museum
Munich – su un progetto di Paolo Tumminelli, Goodbrands Institute
for Automotive Culture.
Con il patrocinio della Loewe AG.
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