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PANDA DA SALVARE!
17.10.2008 – 01.03.2009 | Sala 1 Design Vision


© 2008, Goodbrands Institute for Automotive Culture

Design allo stato puro – »il corrispettivo a quattro ruote di un elettrodomestico « secondo la definizione del suo disegnatore: l’oggetto in esposizione è un esemplare originale di Panda bianca, la numero 20422 per la precisione. Una documentazione fotografica ne segue le tracce dal Brennero alla Sicilia fino alla Sardegna dove poi è stata rinvenuta e da cui ha intrapreso il cammino, sulle proprie ruote, fino alla Neue Sammlung di Monaco …
La Panda, disegnata da Giugiaro per la Fiat a partire dal 1976, col suo stile essenziale, senza fronzoli, le linee squadrate, le superfici piatte, il prezzo imbattibile si può dire che abbia tenuto a battesimo le vetture ecologiche dell’ultima generazione. Nel 1981, cioè subito dopo il lancio sul mercato, viene premiata con il Compasso d’Oro, il riconoscimento più ambito che la ADI (Associazione per il Disegno Industriale) concede ai campioni del design.
A Giorgetto Giugiaro (* 1938), il maestro del design automobilistico contemporaneo che l’ha creata, e al suo studio Italdesign fondato nel 1968 si deve una vera e propria rivoluzione nell’estetica dell’auto, e non soltanto in Italia. Nel 1999 questo merito gli ha valso il titolo di »Designer di automobili del secolo«.
A partire dal 1980 quando le Fiat Panda furono viste per la prima volta su strada la portata di questa rivoluzione apparve evidente: la riduzione all’essenziale come risposta alle vetture sempre più grandi, pesanti e, ovviamente, più care. Un peso piuma di appena 700 kg soprannominata nella pubblicità »La grande utilitaria« – lanciata inizialmente sul mercato solo nella versione a due porte con portellone posteriore. Disponibile a richiesta il modello di lusso con tettuccio apribile in tela. Ma di norma la Panda si distingueva per il suo stile un po’ campagnolo, decisamente spartano, con le superfici dell’abitacolo in tinta con la carrozzeria, le foderine lavabili, sedili tipo campeggio sia davanti che dietro regolabili in 7 posizioni, le cinture di sicurezza che spuntano direttamente dal bagagliaio. Senza parlare del posacenere mobile in plastica, fissato sulla plancia che poteva essere agevolmente passato dal guidatore al passeggero. Progettata inizialmente per un pubblico a basso reddito, la Panda fa carriera fino a divenire una vettura di culto. In 23 anni usciranno dalle catene di montaggio 4,5 milioni di esemplari.
Alla stregua di alcuni oggetti di uso quotidiano anche la Panda è divenuta una rarità quasi introvabile. Paolo Tumminelli, architetto, professore di design, pubblicista e ricercatore, ha perciò lanciato l’appello per salvare questa razza in via di estinzione. Una documentazione fotografica accompagna la sua ricerca dell’esemplare originale di Panda bianca dal Brennero alla Sicilia – un viaggio in Italia un po’ sui generis: »L’obiettivo non sono le solite bellezze turistiche, bensì la realtà quotidiana di luoghi anonimi, dove tutta l’attenzione si concentra su una Panda bianca. Una vettura che pare sempre la stessa ma che non è mai uguale. Un’ammaccatura qua, un adesivo là, qui una utilitaria tenuta con cura, là un’altra trattata malissimo. Senza interventi estetici, senza trucco, autentica. Così si vive, così si guida, così si è veramente. Oggi.« (Paolo Tumminelli)
Die Neue Sammlung – The International Design Museum Munich – mostra la Fiat Panda in questa installazione non solo come oggetto del desiderio (di design), ma anche come solido elemento della società con tutti i suoi alti e bassi– una vera »Volks-Wagen« (automobile popolare) in versione italiana. A seconda di come la si legge, l’esposizione può trasformarsi in un resoconto di viaggi, un documento della cultura automobilistica quotidiana, una dimostrazione di autentica qualità del design.
L’esemplare in esposizione è stato rinvenuto in Sardegna, dove Giugiaro stesso aveva disegnato i primi schizzi per la Panda nel lontano 1976. Si tratta di una Panda 45, esemplare numero 20422, assemblato nel 1980 durante il primo mese di produzione.
Nonostante l’esposizione al sole e all’aria di mare in tutti questi anni, la vettura, in forma per la guida come non mai, ha compiuto con le proprie forze il tragitto da Olbia a Monaco proprio per questa esposizione. La verniciatura è ancora quella originale in »Bianco Corfú« e così tutti gli accessori – compresa la radio d’epoca, una Voxson modello »Tanga« – Un esemplare dunque quasi intatto, quello esposto a Monaco – un documento del suo tempo.
Una mostra della Neue Sammlung – The International Design Museum Munich – su un progetto di Paolo Tumminelli, Goodbrands Institute for Automotive Culture.
Con il patrocinio della Loewe AG.